Per parlare di Benetton, di autostrade e di tutti i retroscena che i cittadini non conoscono è servita la caduta di un ponte e la morte di tanti innocenti. Intollerabile in un Paese progredito come l’Italia e in un’epoca di tecnologia edile avanzata. La colpa di tutto è stata di una gestione non all’altezza, che ha mirato solo ad una ‘economia del profitto’.

Tuttavia pochi sanno che vi è anche una effettiva contingenza politica dietro a questo evento.

Un retaggio che nasce dopo l’8 maggio 2008, quando si insediava come Premier Berlusconi, alleato con la Lega. Pochi ricordano che dopo l’insediamento del nuovo governo, il 29 maggio 2008, arrivò in Parlamento un Decreto Legge di conversione a cui fu aggiunto l’emendamento salva Benetton.

Ma nessuno ha pensato ai cittadini e alle dovute manutenzioni?

Abbiamo visto cosa è successo nell’allungare la concessione senza fare le giuste valutazioni del buon padre di famiglia. Chi fa politica deve essere previdente e non pensare a se stesso.

Il Decreto divenne legge grazie ai 50 voti della Lega, tra cui quello dell’attuale Ministro degli Interni Salvini Matteo. Il Decreto in seguito venne convertito in Legge. La Legge in questione è la n.101 del 6 giugno 2008.

Tanto sgomento per gli attuali eventi, ma chi doveva agire nel modo giusto fin dall’inizio non lo ha fatto. Chissà perché?

Che vi siano interessi che dovevano essere rispettati?

I fatti parlano da soli e quindi ritengo necessario che si faccia chiarezza non solo ai vertici dell’azienda autostradale, ma anche a livello politico. I parlamentari che hanno fatto i loro interessi, si assumano le loro responsabilità. Quindi è inutile fare le cosiddette ‘sparate mediatiche’, quando ci sono forti responsabilità a cui dare risposta. Noi del Movimento Liberazione Italia siamo sempre vigili nel proteggere i cittadini e vogliamo chiarezza. Questo Governo ogni giorno dimostra di non essere all’altezza e di avere forti lacune sul come si gestisce un Paese. Amici, dobbiamo ritrovare la nostra libertà e il nostro vero percorso nazionale, mandando a casa chi non rispetta la nostra vita anche sulle strade.