Il 5 aprile 2018, alle ore 18,30, si è riunito in Vittoria (RG) il “Comitato Anticrisi Sicilia”, per denunciare la grave crisi in cui versano tutti i settori produttivi della Sicilia e dell’Italia, in special modo quello agricolo.

Il Comitato ha fatto presente che il Presidente della Regione Sicilia ha ricevuto già una delegazione per valutare come affrontare le varie problematiche ed emergenze.

Durante il dibattito è stato concordato:

  • da una parte, di continuare a dialogare con il Presidente della Regione affinché siano adottate in tempi brevi misure idonee a porre gli agricoltori e gli altri operatori economici nell’immediato a sopravvivere;
  • dall’altra, di organizzare forme di protesta, ad iniziare dalla Sicilia, da estendere su tutto il territorio nazionale, per bloccare quelle attività messe in atto dall’Unione europea, che stanno favorendo la distribuzione di prodotti agricoli e di altro genere, provenienti da altri Paesi, anche extracomunitari, in danno di quelli locali, di certo più pregiati e sani;
  • infine, di organizzare una grande manifestazione in Roma per porre fine ad un sistema socio-economico, non condiviso dal popolo italiano, imposto dall’alto, che sta letteralmente annientando l’economia nazionale.

I tempi sono ormai stretti, per cui, al fine di evitare la chiusura di aziende e il loro esodo in Paesi dove minore è il livello di tassazione, è partito un solo grido: “Ribellarsi, per non morire!”, raccogliendo l’invito del Generale dei carabinieri Antonio Pappalardo e del Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, che ha letteralmente detto: “La situazione è veramente drammatica. Bisogna prendere posizione. Uscite dal guscio delle vostre case. Impegnatevi nel sociale. Occupate le strade e le piazze. Fate qualcosa. Ribellatevi a questo andazzo”.

     Il Comitato Anticrisi Sicilia